
Ad Augusta, da circa tre anni, si sono accavallate manifestazioni, conferenze, dibattiti, fiaccolate, petizioni e quant'altro poteva essere utile ad informare, sensibilizzare e attivare quanti ritenessero dover contribuire a "barriere" che tentassero di stoppare i nefasti progetti di incenerimento rifiuti previsti nel nostro territorio. Nonostante questo forte impegno i decreti autorizzativi sono stati approvati e pubblicati con la conseguenza che, come appreso dalla stampa, le istituzioni interessate e le associazioni ambientaliste hanno dovuto presentare ricorso alla giustizia italiana. Questa negativa evoluzione della vicenda, conseguente al prorompente attacco di un “treno in corsa”, ha fatto emergere, pur tuttavia, una certa fragilità della “difesa” probabilmente dovuta ad una sorta di diffusa rassegnazione basata, forse, all’importanza occupazionale che si attribuisce, molto opinabilmente, alla indiscriminata pluralità delle tipologie di impianti che il nostro polo industriale potrebbe ospitare nonostante l’opinione comune della popolazione resti contraria.Arriva un momento però in tutte le strategie, a maggior ragione nelle importanti strategie per la difesa ambientale e per la tutela della salute, che tentato il "piano A" senza il successo sperato si passi al "piano B", piano che riterrei il seguente:"chiedere la dislocazione dei progetti di incenerimento suggerendone il trasferimento in una specifica tipologia di sito alternativo”, quindi non solo asserire "non nel mio giardino" ma più intellettualmente onesto aggiungere "neanche in quello degli altri" manifestando un attuabile concreta proposta ai fini della salvaguardia della salute degli esseri umani e dell’ambiente in cui abitano vista la pericolosità derivante dall’inquinamento degli inceneritori come appreso, in questi anni, da autorevoli ambientalisti, medici, professori.La proposta quindi: nella Regione Sicilia vi sono delle aree, non poche e non poco vaste, interessate dal fenomeno "desertificazione", aree ovviamente prive di corsi d'acqua che potrebbero essere inquinate e dove, per chilometri e chilometri, non vi sono centri abitati, aree per la quale non è stata posta nessuna priorità d’intervento per diminuire il rischio di desertificazione che è quindi cresciuto nonostante questo allarme sia stato lanciato già nel 2001 da autorevoli studiosi dell'Enea;con modestia chiederei quindi, a chi ritiene valido l’incenerimento, di verificare la fattibilità di spostarne i progetti in queste zone (naturalmente dotandole dei servizi necessari per l’attuazione quali condotte idriche, vie di trasporto) destinate, a quanto sembra, a restare delle aree abbandonate, desolate e isolate, quindi aree inutilizzate.Sarebbe grande segnale di progresso, nel frattempo, mettere in campo una più logica politica dei rifiuti mettendo in atto tutte le strutture necessarie, (per esempio i CCR) per iniziarne la riduzione, raccolta differenziata e riciclaggio in modo che, oltre che creare nuova ed ampia occupazione, si possa sperare, in un non lontano futuro, a considerarli, di fatto, una risorsa che, come tale, potrebbe essere valorizzata a beneficio degli stessi utenti magari tramite uno sgravio in bolletta.L’attuale smaltimento continua a sembrare ai cittadini superato con tutti i problemi che esso comporta come il veloce esaurimento delle discariche e l’inquinamento del territorio che le ospita, problematiche ed emergenze, forse oggi, che rischiano di motivare erroneamente l’assoluta importanza dei progetti di incenerimento mentre la vera soluzione è proprio la riduzione e il riciclaggio dei materiali.
Giovanni Intagliata
18/06/06
2 commenti:
Caro Giovanni,
io temo che gli impianti di termovalorizzazione diventino presto una realtà del nostro territorio. In ogni caso è tempo di mettersi ai ripari cominciando una seria raccolta differenziata. Ad Augusta urge dare un vero impulso a questo modello di gestione dei rifiuti. Sacchetti biodegradabili in cui conferire l’umido e contenitori più vicini alle case, alla gente, potrebbero invogliare i cittadini a iniziare una efficiente gestione dei propri rifiuti.
Finora l’Amministrazione comunale ha dislocato alcuni contenitori colorati, un colore per ogni tipo di rifiuto, in siti strategici della città. L’importanza dell’intervento, tuttavia, non è stata colta dall’utenza, abituata a conferire la spazzatura nel contenitore più vicino alla propria abitazione.
La raccolta differenziata è il rimedio contro l’emergenza rifiuti e come tale va somministrato gradualmente, partendo dalla separazione, fatta a domicilio, della frazione umida organica. Esistono centri abitati in cui resti di cibo e altro materiale organico vengono raccolti in appositi sacchetti biodegradabili forniti dall’Amministrazione comunale la quale, per ogni isolato, colloca un numero adeguato di piccoli contenitori in cui gettare tali sacchetti. Si tratta, dunque, di avvicinare la raccolta differenziata alla gente che si sentirà più motivata a gestire i propri rifiuti in maniera ecologica. In una fase successiva, quando la separazione dell’umido diventerà pratica consolidata, si potrà procedere alla differenziazione della frazione secca nei suoi diversi componenti.
Una città come Augusta, da cui si sollevano legittime proteste contro i termovalorizzatori, deve dare coerente dimostrazione della propria coscienza ecologica. Opposizione ai termovalorizzatori e gestione indifferenziata dei rifiuti è una contraddizione.
Caro Giovanni,
io temo che gli impianti di termovalorizzazione diventino presto una realtà del nostro territorio. In ogni caso è tempo di mettersi ai ripari cominciando una seria raccolta differenziata. Ad Augusta urge dare un vero impulso a questo modello di gestione dei rifiuti. Sacchetti biodegradabili in cui conferire l’umido e contenitori più vicini alle case, alla gente, potrebbero invogliare i cittadini a iniziare una efficiente gestione dei propri rifiuti.
Finora l’Amministrazione comunale ha dislocato alcuni contenitori colorati, un colore per ogni tipo di rifiuto, in siti strategici della città. L’importanza dell’intervento, tuttavia, non è stata colta dall’utenza, abituata a conferire la spazzatura nel contenitore più vicino alla propria abitazione.
La raccolta differenziata è il rimedio contro l’emergenza rifiuti e come tale va somministrato gradualmente, partendo dalla separazione, fatta a domicilio, della frazione umida organica. Esistono centri abitati in cui resti di cibo e altro materiale organico vengono raccolti in appositi sacchetti biodegradabili forniti dall’Amministrazione comunale la quale, per ogni isolato, colloca un numero adeguato di piccoli contenitori in cui gettare tali sacchetti. Si tratta, dunque, di avvicinare la raccolta differenziata alla gente che si sentirà più motivata a gestire i propri rifiuti in maniera ecologica. In una fase successiva, quando la separazione dell’umido diventerà pratica consolidata, si potrà procedere alla differenziazione della frazione secca nei suoi diversi componenti.
Una città come Augusta, da cui si sollevano legittime proteste contro i termovalorizzatori, deve dare coerente dimostrazione della propria coscienza ecologica. Opposizione ai termovalorizzatori e gestione indifferenziata dei rifiuti è una contraddizione.
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